SVILUPPO INDIVIDUALE

I DONDOLAMENTI

Da millenni, i dondolamenti sono praticati in numerose tradizioni e insegnamenti iniziatici di alto livello, con lo scopo di provocare il risveglio della Coscienza.

La tradizione dei dondolamenti si ritrova in tutti i culti e in tutte le religioni. Lo si può constatare tanto nella religione Ebrea, in quella Musulmana, nella tradizione sufi, nella pratica quotidiana dei « sanyasin » (coloro che rinunciano) dell’India, quanto in Asia, per esempio nella religione shinto (Giappone), in Cina nelle pratiche taoiste, nelle tradizioni popolari cinesi. In Egitto, gli archeologi hanno trovato nelle tombe dell’epoca di Akhenaton (Amenophis IV, XIV secolo prima della nostra era) delle pitture murali raffiguranti delle danzatrici che praticano dei dondolamenti probabilmente rituali. Solo la religione cattolica moderna ha perduto questa pratica.

In parallelo a questa pratica universale dei dondolamenti, esiste un altro punto comune ai riti religiosi, alle iniziazioni e ad ogni ricerca mistica: la fissazione di sorgenti luminose.

Per esempio, un fuoco per gli Zoroastriani, una fiamma per i Tibetani, il sole o la luna nei culti solari o lunari. Oppure ancora il riflesso del sole sull’acqua per il capo religioso africano; o, come per Nostradamus, il riflesso della luna su uno specchio d’argento quando voleva provocare dei fenomeni di chiaroveggenza e trasmetterli a Caterina de Medici. Nell’iniziazione ai Misteri di Eleusi, da cui sono nati tutti i grandi uomini della Grecia Antica, che siano stati filosofi, matematici o poeti, si trattava di fissare una torcia e di pensare ad una spiga di grano dopo aver bendato gli occhi con una fascia. Nel culto cattolico, si accende un cero per pregare. Nel culto ortodosso, il prete si dondola pregando e fissando la fiamma del cero.

Si ritrova ugualmente questo utilizzo rudimentale e istintivo presso i veggenti che piazzano una candela vicino ad una sfera di cristallo. Anche qui ottengono un fosfene grazie al riflesso della luce, mentre la sfera di cristallo funge da lente. Poiché tutta luce riflessa è più o meno polarizzata, si spiegano i momenti di veggenza. Stessa cosa per lo « specchio magico » che non ha niente di magico al di fuori del suo potere di riflessione. Potremmo continuare così a dare centinaia di esempi che si confermano tutti perfettamente, senza entrare in considerazioni azzardate. Attraverso lo studio dei testi, delle religioni, dei culti e delle tradizioni, il ricercatore sarà stupito di constatare fino a che punto i fosfeni hanno profondamente partecipato allo sviluppo dell’umanità.

Sembra che coloro che avevano afferrato l’importanza del ruolo dei fosfeni nello sviluppo individuale avessero cercato di occultarlo. Per esempio c’era il divieto, pena la morte, di divulgare l’iniziazione dei Misteri di Eleusi; o ancora, le persecuzioni di cui i Taoisti sono stati vittima ad opera dei signori che volevano impedire che queste conoscenze si diffondessero. Inoltre, numerosi commentatori hanno sottolineato che leggendo la Bibbia in un modo imparziale, ci si rende conto che il Cristo è stato messo a morte per avere divulgato conoscenze segrete. E aggiungiamo: conoscenze segrete relative a una scienza dei fosfeni. D’altronde, il fenomeno del fosfene non era mai stato studiato fino ad allora, poiché troppo basato su quello che il Dottor LEFEBURE ha chiamato il sentimento di evidenza. Il fosfene appare come un fenomeno talmente evidente che ci si dimentica di porsi le domande più elementari.

ESEMIPIO

DONDOLAMENTO LATERALE: intuizione. Rafforzamento della personalità, che permette di non essere più soggetti a qualsiasi tipo di stress.

DONDOLAMENTO VERTICALE: sogni colorati e ascensionali. Risveglio nel sonno, sogno guidato. Sdoppiamento. Viaggio astrale.

DONDOLAMENTO ANTERO-POSTERIORE: trasformazione della fantasticheria (sogni) in azione concreta.

DONDOLAMENTO a 8: permette di acquisire una più grande forza di carattere, così come una certa chiaroveggenza sul nostro cammino di Vita.

DONDOLAMENTO in EMICIRCONDUZIONE (o dondolamento a ferro di cavallo): sogno iniziatico (sogno durante il quale si ricevono dei consigli sugli esercizi che si devono praticare per arrivare rapidamente ad uno sviluppo interiore).

DONDOLAMENTO a ROTAZIONE: sviluppo del magnetismo. Presa di coscienza e risveglio dei Chakra.

LIBRO DI ESERCIZI TECNICI

CAPIRE LA PRATICA

Importante: queste schede tecniche, sotto forma di animazioni, costituiscono un supporto di lavoro che può essere completo e comprensibile solo se si seguono i corsi del Dr LEFEBURE.
Prenditi il tempo necessario per comprendere le spiegazioni che ti vengono fornite dal dottor Lefebure.

QUADERNO TECNICO Speciale Dondolamenti

SCOMPOSIZIONE DEL DONDOLAMENTO LATERALE

TAVOLA n° 1: Il dondolamento LATERALE

Generalità :

  • Il dondolamento laterale, verticale, antero-posteriore, in forma di 8 e le rotazioni si fanno su 3 tempi.
  • Il Primo e il Terzo tempo servono a lanciare il pensiero, cioè a dargli un’ampiezza sufficiente ad indurre il pensiero ritmato.
  • Il ritmo sul quale il fosfene acquisisce la massima ampiezza nel dondolamento è il ritmo di 2 secondi, per una inclinazione della testa dell’ordine di 45° in rapporto all’asse verticale.
  • La parola « mantra » significa etimologicamente suono mentale. Si tratta di suoni (serie di sillabe pronunciate a voce alta o mentalmente) che non hanno necessariamente un senso, e che hanno il vantaggio di permettere una ripetizione continua molto regolare. La regolarità del ritmo permette di accumulare una più grande energia nel pensiero.
  • Il dondolamento a ferro di cavallo si pratica su un ritmo di 3 secondi. Tre secondi per l’andata / tre secondi per il ritorno e su un solo tempo.
  • Dopo aver fatto un fosfene, dondolate la testa ben a ritmo, pronunciate il mantra, dicendo una vocale ogni volta che la testa arriva ad una estremità.
  • TUTTI gli esercizi sono più efficaci se eseguiti con un pensiero:
    • le figure geometriche, che danno accesso ai piani del pensiero astratto;
    • il mondo vegetale, che dà accesso al piano eterico;
    • il punto di concentrazione, che dà accesso ai piani superiori della coscienza.

Dondolamento LATERALE mantra ILLI = Intuizione. Telepatia. Rafforzamento della personalità che permette di non essere più soggetti allo stress.

DOPO AVER FATTO UN FOSFENE: 1° modo di praticare.

Primo tempo: movimento a 45° sul ritmo di 2 secondi (1 secondo per l’andata, 1 secondo per il ritorno).

Durata: 1 minuto.

Secondo tempo: piccolissimo movimento della testa in cui si cerca di prendere coscienza dello spostamento dell’encefalo nella scatola cranica. Sempre sul ritmo di 2 secondi.

Durata: 1 minuto.

Terzo tempo: come il 1° tempo. Movimento a 45°, sul ritmo di 2 secondi.

Durata: 1 minuto.

DOPO AVER FATTO UN FOSFENE: 2° modo di praticare.

Primo tempo: movimento a 45° sul ritmo di 2 secondi (1 secondo per l’andata, 1 secondo per il ritorno).

Durata: 1 minuto.

Ma il punto di concentrazione si sposta da una tempia all’altra.

Secondo tempo: piccolissimo movimento della testa in cui si cerca di prendere coscienza dello spostamento dell’encefalo nella scatola cranica. Sempre sul ritmo di 2 secondi.

Durata: 1 minuto.

Ma il punto di concentrazione si sposta da una tempia all’altra.

TUTTI GLI ALTRI DONDOLAMENTI SI PRATICANO NELLO STESSO MODO.
Cambia solo il movimento della testa.

Nota n° 1: domanda sulla posizione degli occhi (estratto dal Forum Francese):

D. Coccinelle: desidero avere una piccola precisazione: quando si fanno i dondolamenti, bisogna lasciare lo sguardo fisso con gli occhi chiusi, immaginando il punto di concentrazione che si muove da destra a sinistra (ad esempio per il dondolamento laterale), oppure bisogna fare con gli occhi un vero movimento da destra a sinistra mentre si immagina il punto di concentrazione? Grazie.

R. Ahoura: buongiorno, Coccinelle,
durante i dondolamenti gli occhi seguono naturalmente il movimento della testa. Non c’è bisogno di forzare il movimento degli occhi, se no l’esercizio diventa in fretta faticoso. L’insieme del dondolamento testa-occhi deve essere naturale e deve essere fatto senza fatica e senza sforzo. Quando il movimento diventa semplice e naturale è più facile portare la propria attenzione sulla visualizzazione. Buona pratica.

R. Coccinelle: grazie Ahoura per questa risposta. Finora non muovevo lo sguardo e solo il mio pensiero faceva il dondolamento, quindi grazie ancora per questa precisazione importantissima.
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Nota n°2: se patite di artrosi a livello del collo, fate partire il dondolamento dal bacino. In alcune tradizioni i dondolamenti partono dalle anche, e le vertebre cervicali rimangono dunque in linea con la parte superiore della colonna vertebrale.

ALTRI DONDOLAMENTI

(Verticale e ANTERO-POSTERIORE)

TAVOLA n° 2 + n° 3: il dondolamento  ERTICALE e
il dondolamento ANTERO-POSTERIORE

Dondolamento VERTICALE, mantra ALLA = Risveglio nel sonno, sogno guidato, estensione di coscienza.

TUTTI I DONDOLAMENTI SI PRATICANO NELLO STESSO MODO DEL DONDOLAMENTO LATERALE, CIOE’ SU 3 TEMPI. Cambia solo il movimento della testa.
Salvo per una eccezione: il dondolamento a emi-circonduzione (o Dondolamento a ferro di cavallo).

Dondolamento ANTERO-POSTERIORE, mantra ELLU = Trasformazione della fantasticheria in azioni concrete.

ALTRI DONDOLAMENTI

(a 8)

TAVOLA n° 4: il dondolamento a 8 o movimento dell’infinito

TUTTI I DONDOLAMENTI SI PRATICANO NELLO STESSO MODO DEL DONDOLAMENTO LATERALE, CIOE’ SU TRE TEMPI CON FOSFENE E PUNTO DI CONCENTRAZIONE. Cambia solo il movimento della testa.
Salvo un’eccezione: il dondolamento a emi-circonduzione (o Dondolamento a ferro di cavallo).

Dondolamento a 8, mantra ILLI.
Combinazione di un dondolamento laterale e di due movimenti di rotazione simmetrici.
= Permette di acquisire una maggiore forza di carattere, un migliore ancoraggio nella vita, una migliore centratura. Permette di ottenere una certa chiaroveggenza sul nostro percorso di vita.

1° tempo: movimento della testa un po’ ampio.

Durata: 1 minuto.

2° tempo: piccolissimo movimento della testa.

Sempre ben a ritmo con il mantra e in sincronia con il passaggio del punto di concentrazione che passerà sempre nello stesso punto nel tempo e nello spazio.

Durata: 1 minuto.

3° tempo: identico al 1° tempo.

Durata: 1 minuto.

Poi ricominciare e, come per il dondolamento laterale, non far uscire il punto di concentrazione dalla testa.
Nota: ad ogni battito il pensiero ripassa per l’ansa centrale.

Esempio di esercizio da fare una o due volte all’anno
Ricordare in modo panoramico, cioè passando da un avvenimento all’altro, le grandi linee del proprio passato, avendo cura di considerare solo gli avvenimenti che ci sembrano legati alla nostra evoluzione. Questa retrospettiva deve essere fatta, per chi non è mancino, sul lato sinistro. Ciò significa che mentre facciamo il dondolamento a 8 lasceremo riemergere i ricordi, con l’idea però che si localizzino sul nostro lato sinistro.

Poi, una volta fatto questo richiamo alla memoria, richiamo che parte dalla nostra infanzia per arrivare alla nostra vita attuale, lasceremo affiorare sul nostro lato destro delle immagini, delle idee fortemente legate a ciò che vorremmo essere o a ciò che vorremmo raggiungere nei prossimi anni.

Nei primi tempi di questo lavoro non si può parlare di una vera e propria forma di regressione. Non si tratta neanche di una forma di psicanalisi. L’approccio psicanalitico è d’altronde opposto a quello iniziatico, che è un approccio evolutivo. Parlare di un problema è già crearlo. Il passato è quanto di più pesante un essere debba gestire. Nell’approccio iniziatico cercheremo semplicemente di prendere coscienza del nostro passato per meglio comprenderne la trama, gli avvenimenti che ci hanno portato ad essere ciò che siamo oggi. Essere troppo rivolti al proprio passato è un’attitudine retrograda che non fa altro che ancorare sempre più nella memoria dei nostri elettroni i nostri problemi, i nostri difetti.

« TUTTO CIO’ CHE E’ NELLO SPIRITO PASSERA’ UN GIORNO NELLA MATERIA, se non in questa vita sarà nella prossima… Dottor LEFEBURE. »

Meditare su ciò che ci sarebbe piaciuto essere, permette di «programmare» il nostro futuro… e, secondo il pensiero reincarnazionista, di tornare in condizioni migliori…

ALTRI DONDOLAMENTI

(Rotazione)

TAVOLA n° 5: il dondolamento a ROTAZIONE

TUTTI I DONDOLAMENTI VANNO FATTI NELLO STESSO MODO DEL DONDOLAMENTO LATERALE, CIOE’ SU 3 TEMPI, CON FOSFENE E PUNTO DI CONCENTRAZIONE. Cambia solo il movimento della testa.
Con una sola eccezione: il dondolamento a emicirconduzione (o Dondolamento a ferro di cavallo).

Dondolamento a ROTAZIONE su un piano orizzontale, mantra OLLO, o LO in un senso e OL quando la testa girerà nell’altro senso durante la seduta successiva.
= Sviluppo della forza magnetica. Presa di coscienza e risveglio dei chakra.

1° tempo: il punto di concentrazione descriverà dei cerchi al di sopra della testa.

Durata: 1 minuto.

2° tempo: il punto di concentrazione descriverà dei piccoli cerchi al di sopra della testa.

Durata: 1 minuto.

DOPO AVER FATTO UN FOSFENE: 2° modo di praticare (sul piano verticale).

1° tempo: come quello precedente, ma su un piano verticale. Il punto di concentrazione descriverà dei cerchi intorno alla testa.

Durata: 1 minuto.

ALTRI DONDOLAMENTI

(Emi-circonduzione)

TAVOLA n.°6: il dondolamento a EMI-CIRCONDUZIONE
o dondolamento di Cristo o dondolamento a ferro di cavallo

Dondolamento a EMICIRCONDUZIONE, mantra ELLE

Anche chiamato dondolamento di Cristo, perché la posizione della sua testa sulla croce, che non è una posizione naturale per un morto, mostra l’esercizio iniziatico corretto.
= Sogno iniziatico (sogno durante il quale il soggetto riceve dei consigli sugli esercizi che deve fare per giungere rapidamente ad uno sviluppo interiore). Permette il contatto con delle guide spirituali e il viaggio negli annali akashici (subconscio).

Questo movimento si esegue ad un ritmo di 3 secondi per lato ed è composto da una sola fase.

Durata: 3 minuti.

Rifare poi il fosfene e lasciarsi portare per 3-5 minuti dalle sensazioni cenestesiche.

Combinazione del dondolamento e dell’oscillazione di torsione.
Questo modo di fare i dondolamenti è il più profondo, il più naturale e il più tradizionale.
Il più naturale perché è il movimento originario della vita. E’ il movimento dello spermatozoo. Quando esso si sposta in avanti, da un lato compie con la testa un’oscillazione da destra a sinistra, che si prolunga con un movimento sinusoidale del corpo e del flagello, e dall’altro compie un’oscillazione di torsione intorno al suo asse: potremmo quindi dire che presenta, a chi lo guardasse dall’alto al microscopio, un po’ la guancia destra e un po’ la guancia sinistra. Ebbene, questa combinazione di oscillazioni di torsione e di oscillazioni sinusoidali è molto diffusa in biologia; ad esempio se, quando si cammina lungo un muro, si proietta su di esso il movimento dell’anca, tale movimento traccia una sinusoide, mentre d’altra parte si ha un’evidente oscillazione di torsione poiché le anche, un po’ l’una e un po’ l’altra, si trovano in avanti e all’indietro in modo alternato. Quindi, come nel caso della marcia dello spermatozoo, c’è una combinazione di movimento sinusoidale e di una oscillazione di torsione.

Si dice che il movimento del cuore è una contrazione-dilatazione. In medicina però ci insegnano che il cuore si contrae come si strizza uno strofinaccio che si vuole asciugare, vale a dire con un movimento di torsione alle estremità, visto che le fibre muscolari cardiache sono a spirale e sono chiuse su se stesse. In altre parole, il cuore è una specie di strofinaccio a quattro anelli.

Proiettiamo questa combinazione fondamentale e biologica sui movimenti della nostra testa, il dondolamento da destra a sinistra (dondolamento laterale). L’oscillazione di torsione è il movimento nel corso del quale il mento va da destra a sinistra, mentre l’asse della testa rimane sempre verticale. Se combiniamo i due movimenti la testa andrà ad appoggiarsi sulla clavicola di un lato e poi su quella dell’altro lato. 

E’ indispensabile che vi sia uguaglianza tra la flessione e la torsione.Questo movimento risulta più piacevole da fare all’ottava del ritmo di base di due secondi, cioè al ritmo di quattro secondi, o anche al ritmo di tre secondi. In ogni caso bisogna scegliere l’una o l’altra di queste durate in modo da creare le vie neurologiche portatrici di esperienze.

Questi movimenti, in fin dei conti, sono i più facili da fare, il che non ha niente di stupefacente perché corrispondono al movimento originario della vita, il più piacevole, quello durante il quale è più facile continuare a pensare mantenendo un’attività ritmica del pensiero, che si tratti di un mantra o di altro, o del dondolamento di un punto di concentrazione.

Quando cessate questo movimento della testa, il movimento del pensiero continua inoltre con una grande facilità.

Nei dipinti antichi con la rappresentazione di Cristo, come sui crocifissi antichi, la testa di Cristo è sempre piegata in questo modo sulla clavicola, in semi-flessione e semi-torsione. Un tempo era sempre verso destra perché, secondo la tradizione, morendo avrebbe guardato verso ovest. Nei dipinti più recenti la testa appare a volte rivolta verso sinistra. Rimane il fatto che sono i chirurghi che hanno decretato che quella non era una posizione normale per un cadavere appeso per le mani, e da allora Cristo viene rappresentato con la testa che pende in avanti.

Ma se gli artisti del Medio Evo hanno rappresentato la scena con la testa inclinata e con un contemporaneo movimento di torsione, cioè appoggiata sulla clavicola, è perché nel Cristianesimo di quell’epoca ci si ricordava ancora che quel movimento aveva un grande valore mistico, vale a dire delle grandi possibilità di aiutare a far nascere il pensiero ritmato, allora chiamato preghiera o litania, e di aiutare nella ripetizione delle preghiere e delle litanie ad un ritmo molto regolare e perfettamente consapevole.

Inclinazione del coro sulla navata in certe chiese e cattedrali.
Noterete anche che alcuni edifici di culto, ad esempio le chiese gotiche o anche delle cattedrali gotiche, e persino alcune chiesette romaniche di campagna molto più antiche, hanno il coro inclinato rispetto alla navata.
A Quimper (Francia), ad esempio, è assolutamente lampante. A Saint-Malo, se si sta ben al centro dei gradini all’ingresso della cattedrale, con un po’ di attenzione si può vedere la stessa cosa. E ad esempio a Monteton, piccolo villaggio della Dordogna in cui c’è una chiesa romanica, sulla porta di ingresso è presente la spiegazione di questa leggera inclinazione su cui attiriamo la vostra attenzione: per richiamare l’inclinazione della testa di Cristo sulla croce.

Se si è marcato questo movimento persino negli edifici di culto di una certa epoca, è perché ci si ricordava molto bene che da un punto di vista mistico esso era estremamente importante.
Non dimentichiamo che fino alla fine del Medio Evo si facevano nelle chiese delle danze come quelle delle rotazioni, e anche degli esercizi di dondolamento della testa e del corpo. D’altra parte i cristiani copti si dondolano tuttora durante la preghiera. Di conseguenza, questa posizione di Cristo sui dipinti e sui crocifissi antichi e questa inclinazione della navata rispetto al coro indicano che si sapeva perfettamente che questo movimento della testa era un elemento importantissimo per lo sviluppo spirituale.

Dr LEFEBURE

Navata classica

Navata iniziatica e spirituale